lunedì 6 gennaio 2014

Un po' di noi... 
I nidi raccontano idee e percorsi progettuali

Nido d'infanzia Charlie Chaplin di Poggio Rusco

Riti antichi che si ripetono tra i bambini del nido

Vorremmo condividere qualche attività che abbiamo svolto nei primi mesi dell'anno legate al tema della stagionalità.

Percorso dell'uva:
  • vendemmia fatta con tanto di  genitori e nonni al seguito, (e di cui ti invio anche un articolo scritto per il periodico locale). Per leggere il racconto della giornata cliccare qui
  •  manipolazione degli acini, 
  •  osservazione dell'uva sopra la lavagna luminosa, 
  •  timbratura con i tappi di sughero e le tempere gialla e viola,
  • preparazione con i bambini del sugolo (il classico budino d'uva mantovano), dato poi a casa da fare assaggiare ai genitori (sez.grandi ) e della torta con l'uva (sez. medio-piccoli). Il foglio colorato a tempera è stato poi usato come base della pannelatura delle foto relative all'attività.
Abbiamo poi seguito il percorso del mais:
  • sgranatura delle pannocchie,
  • osservazione del granoturco sulla lavagna luminosa,
  • preparazione del pop-corn con la macchinetta elettrica (pop-corn dato a casa)
  • manipolazione della farina gialla,
  • preparazione della polenta (data a casa).
Conoscenza dei cachi:
  • manipolazione ed esplorazione sensoriale.
Altro percorso è stato quello della zucca:
  • manipolazione della zucca cruda tagliata a pezzetti,
  • manipolazione della zucca cotta,
  • preparazione della torta di zucca (data a casa).
Infine, per concludere il tema dell'autunno, abbiamo lavorato con le foglie:
  • raccolta delle foglie secche in giardino,
  • lavagna luminosa,
  • tappeto di foglie in un'area circoscritta della sezione, su cui poter camminare e rotolarsi.
Le esperienze relative all'autunno sono state poi raccolte su un maxi pannello, colorato a tempera dai bambini di giallo, verde, marrone, arancione, e sul quale i bambini hanno incollato con la colla vinilica foglie secche, semi di zucca (seccati in forno), piccioli dei cachi (seccati in forno), chicchi di mais, farina gialla.


Le educatrici del Nido Charlie Chaplin di Poggio Rusco



Nota: la visualizzazione dei file in allegato potrebbe non essere di massima qualità. Per visualizzare correttamente il materiale documentativo consigliamo di scaricarlo. 
Un po' di noi... 
I nidi raccontano idee e percorsi progettuali

Nido d'infanzia Girotondo di Gonzaga  

Quotidianità ricca

Col termine “quotidianità ricca” vogliamo sostenere una nostra  idea di nido quale luogo denso di possibilità educative e di crescita.
Un sistema organizzativo complesso  fatto di momenti di osservazione, ascolto, documentazione, che pone sempre al centro il benessere del bambino/a.
Attraverso le quotidianità vogliamo fare emergere  momenti,situazioni, dialoghi di cui il bambino/a è protagonista attivo.
L’intento è quello di documentare con attenzione e chiarezza  le autonomie, le attività, le straordinarietà, gli eventi speciali, le relazioni, le verbalizzazioni, dei bambini/e ponendo attenzione all’importanza del gruppo ma anche del singolo, con equità e trasparenza; renderlo visibile e fruibile alle famiglie per garantire le basi di una continuità educativa trasversale tra il sistema scuola e la prima agenzia educativa per eccellenza,la famiglia.

Per vedere la documentazione sull’esperienza progettuale del cucù e su quella legata alle sonorità cliccare qui .

Per vedere la documentazione sul momento dell'assemblea del mattino cliccare qui .


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venerdì 3 gennaio 2014

Un po' di noi... 
I nidi raccontano idee e percorsi progettuali

Nido d'infanzia Il Germoglio di S. Benedetto Po  

L'esperienza del Forum Etica Infanzia
Nel nostro nido ormai da diversi anni si costituisce il gruppo forum, composto da alcuni genitori e da un’educatrice con lo scopo di approfondire una tematica riguardante l’infanzia e l’educazione dei figli.
Il forum etica infanzia è nato dal coordinamento pedagogico “Terre dei gonzaga” con lo scopo di dare ai genitori l’opportunità di dedicarsi del tempo e diventare loro stessi esperti di un determinato argomento, confrontandosi sulle proprie esperienze e scambiandosi consigli sull’educazione dei figli.
Quest’anno l’input iniziale è stato dato dalla serata tematica “Crescere da maschi, crescere da femmine: tra differenze, stereotipi, opportunità” tenuta presso il nido dalla dott.ssa Giulia Aldrovandi, psicologa.
Dopo questa serata, alcune mamme si sono incontrate per approfondire la tematica, esprimendo opinioni personali, ricercando articoli e materiali vari sull’argomento, tra cui immagini, canzoni...
Sono stati coinvolti anche alcuni papà, attraverso la compilazione di un questionario “provocatorio” in cui si chiedeva loro di indicare in base alle loro idee e al loro vissuto, giochi, colori e comportamenti tipicamente solo femminili e solo maschili ed eventualmente anche quelli che consideravano neutri.
Dalle risposte raccolte è emerso che anche chi sembra più aperto rispetto a certi argomenti, ha risposto nel modo più scontato… il rosa per le femmine, le macchinine per i maschi….
Tutte le riflessioni fatte, sono state sintetizzate in una relazione che è stata arricchita da una presentazione in powerpoint e restituita agli altri genitori nella giornata della documentazione  a fine anno, raccogliendo l’approvazione dei presenti e provocando un interessante dibattito tra mamme e papà.


Storiella
(tratta da “6cuorieunacasetta” e usato come introduzione alla relazione”)

Automobiline erranti  finiscono sotto i piedi quando la notte, al buio, cerco di raggiungere il bagno.
Omini lego nascosti sotto il pianoforte ostruiscono l'aspirapolvere quando mi arrischio ad usarlo.
Dinosauri in miniatura e serpenti di plastica occhieggiano da ogni dove quando all'alba mi godo il mio solitario caffè.
Svariati batman, uomini ragno e superuomini invadono la mia borsa.
Passo al contrattacco.
Regalo loro mini cucine e pentoline. Le usano per preparare puzzolenti pozioni e nauseabondi intrugli.
Provo con paffute bambole munite di biberon. Legate come salami, diventano ostaggio di temibili capi indiani. Una volta liberate dopo innumerevoli e terribili battaglie, finiscono relegate in un angolo del giardino e lì, vengono dimenticate.
Ma io mi impegno a fondo, e qualche risultato lo ottengo.
Elia apparecchia la tavola (a suo modo, un po' naïf, ma conta l'intenzione).
Orlando carica la lavastoviglie.
Leonardo porta la raccolta differenziata ai cassonetti.
Giacomo mi aiuta a stendere il bucato.
Al centro commerciale provo gli smalti. Quello nero con i brillantini, quello viola, quello verde...
- Mamma, anche io!
- Anche tu cosa, Elia?
- Quello blu!
Così gli dipingo l'unghia del pollice di blu.
Ma è troppo poco.
- Tutti i diti, mamma!
Ma sì, tutte le dita è più bello!
Stamattina. Un attimo prima di uscire passo in rassegna i figli. Raddrizzo un colletto, abbottono un bottone, aggiusto i capelli... Leonardo si è raccolto il ciuffo con una mia grossa molletta fucsia.
- Leonardo, no, non puoi andare a scuola conciato così!
- Non sto bene?
- Ecco... è meglio che tu la tolga.
- Ma perché? La metti sempre anche tu!
- Perché... perché...
Il tempo stringe.

- Perché... perché quella molletta è da femmina e tu sei un maschio!


Relazione 

Che genere di cultura genera la cultura di genere?


Le figure di identificazione che offriamo a bambini e bambine fin dalla più tenera età sono uno strumento fondamentale per la costruzione della loro personalità e creano in loro un ventaglio di possibilità in cui crescere e svilupparsi. Succede però che anche i genitori più evoluti, accaniti sostenitori della parità dei sessi, lanciano senza accorgersene, messaggi più “tradizionali”.
Nella scelta dei giocattoli, dei libri, dei film e dei cartoni animati si tende a spingere i bambini ad assumere un ruolo “maschile” o “femminile” nel senso più tradizionale del termine. Le possibilità offerte alle bambine sono molto limitate, rispetto a quelle offerte ai bambini.
Pensate ai vostri bambini e ai loro costumi e giochi preferiti, pensate cosa stanno giocando a fare, quale ruolo interpretano, e poi pensate alla presenza di uomini e donne in determinate professioni o posizioni di maggiore o minore rilievo all’interno della società: il collegamento è lampante.
Questo è il mondo delle nuove bambine…
Ø      Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle.
Ø      Nei libri, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli.
Ø      La pubblicità le dipinge come piccole cuoche.
Ø      La moda le vuole in minigonna e tacchi.
Ø      Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni: diventare ballerine, estetiste, infermiere, madri.
Ma anche i maschi non hanno vita facile…
-  Si tende a non incoraggiare in loro la sensibilità, la delicatezza, la tenerezza, mentre 
    si sostengono la forza, la grinta, l’intraprendenza.
      -  Ai genitori non preoccupa tanto che le figlie femmine facciano anche “cose da    
          maschi”, ma che un figlio scelga spontaneamente di dedicarsi a giochi e attività
          “femminili” viene considerato allarmante e si evita di incentivare queste
           occupazioni.
“Rivoluzione educativa”:
•     Avere consapevolezza dei condizionamenti culturali
•    Accogliere i singoli individui e le loro peculiarità sostenendoli nella capacità di ascolto di sé e degli altri
•     Sostenere il desiderio di partecipare ad attività tipiche del proprio sesso ma anche del sesso opposto
•     Mettere in discussione le generalizzazioni “tipico femminile/maschile”
•     Offrire possibilità di sviluppo e comportamento indipendenti dagli stereotipi di genere
È innegabile che le bambine preferiscano giocare con le bambole e i maschi con le macchinine.
Ci sono però bambine più combattive di tanti maschi e maschi più sensibili e delicati di tante bambine.
Si tratta per loro di un modo per dar voce a tutte le emozioni presenti in ognuno di noi, sia quelle positive sia quelle negative, come la dolcezza, l’aggressività o l’impulsività, indipendentemente dal nostro sesso.


I bambini e le bambine di oggi saranno gli uomini e le donne di domani, nella carriera, nella vita familiare, nella sfera affettiva: non dimentichiamolo quando educhiamo i nostri figli!




Le educatrici del nido Il Germoglio



Un po' di noi...
I nidi raccontano idee e percorsi progettuali

Si tratta di una nuova sezione del blog che vedrà la condivisione di informazioni legate ai progetti educativi o iniziative messe in atto dai nidi del coordinamento pedagogico.
Una occasione per raccontare un po' di sè e delle opportunità educative offerte ai bambini e alle loro famiglie. 




Formazione 2013/2014 

Formazione sulle differenze di genere


Nel mese di dicembre 2013 è iniziata con una duplice visita al centro Malaguzzi di Reggio Emilia la formazione per il coordinamento delle Terre dei Gonzaga dove le circa cinquanta educatrici hanno potuto visitare sia il centro documentazione che gli spazi espositivi allestiti con installazioni e mostre . 
Il percorso formativo che vede coinvolti i collettivi dei nidi di Suzzara, Gonzaga, Quistello, Pegognaga, San Benedetto, Porto Mantovano, Ostiglia e Poggio Rusco continua con un approfondimento di 5 incontri sulle differenze di genere insieme alla dottoressa Giulia Selmi dell’Università di Trento.


      



Formazione 2012/2013 

"Ascoltare le differenze" e le Terre dei Gonzaga


Si è concluso il percorso di formazione per i nove nidi del coordinamento Terre dei Gonzaga. La formazione ha coinvolto i seguenti nidi: Nido “Girotondo” di Gonzaga, Nido “Ambarabà” di Pegognaga, Nido “Primavera” di Suzzara, Nido “Arcobaleno” di Quistello, Nido “Il Germoglio” di San Benedetto, Nido “C. Chaplin” di Poggio Rusco, Nido “L’albero delle farfalle” di Ostiglia, Nido “La Tartaruga” e Nido “La Cicogna” di Porto Mantovano per un totale di circa 35 educatrici.
L’incontro dal titolo “Ascoltare le differenze”, condotto dalla dott.ssa Giulia Aldrovandi e curato dalla pedagogista Alessandra Ferrari, in data giovedì 23 maggio, ha concluso il percorso formativo caratterizzato da serate tematiche insieme ai genitori e dall’incontro sul tema della luce  come linguaggio insieme all’atelierista Simome Armini. Grande l’entusiasmo e la soddisfazione per questo percorso condiviso con successo.





Formazione 2012/2013 

"Luce come linguaggio" incontra le Terre dei Gonzaga


Lunedì 18 marzo 2013, presso il nido d’infanzia di Quistello (MN), è iniziato il percorso di formazione per i nove nidi del coordinamento Terre dei Gonzaga intorno al tema della luce  come linguaggio condotto dall’atelierista Simome Armini. I nidi coinvolti sono: Nido “Girotondo” di Gonzaga, Nido “Ambarabà” di Pegognaga, Nido “Primavera” di Suzzara, Nido “Arcobaleno” di Quistello, Nido “Il Germoglio” di San Benedetto, Nido “C. Chaplin” di Poggio Rusco, Nido “L’albero delle farfalle” di Ostiglia, Nido “La Tartaruga” e Nido “La Cicogna” di Porto Mantovano per un totale di circa 35 educatrici. Inoltre il nostro coordinamento pedagogico offre una formazione a cura della dott.ssa Giulia Aldrovandi dal titolo”Ascoltare le differenze” e alcune serate tematiche insieme ai genitori. Cura la supervisione del progetto formativo la pedagogista Alessandra Ferrari.